Home page
 

 
Home page

NAVIGA NELLE RUBRICHE
Benessere


Le felicità possibili

Breve ma intensissima, più vicina alla serenità o all’eccitazione, la felicità dipende dalle circostanze ma anche dalla nostra personalità, dai nostri desideri e dalle nostre convinzioni. Anche se noi la possiamo sperimentare in gradi, occasioni, e persino di tipi diversi, la felicità è un’emozione fondamentale: è un’esperienza fisica e mentale molto intensa che nasce in reazione a un avvenimento e ha una durata limitata, anche se è rinnovabile.

Il buonumore, invece, è come una musica di fondo, e anche se non termina in un’esplosione di gioia, influisce moltissimo sul nostro modo di pensare e di comportarci. Secondo Isen il buonumore ci rende migliori, perché ci fa venir voglia di aiutare gli altri; ci rende più creativi perché ci incoraggia a cooperare e a elaborare più soluzioni e di migliore qualità; ci aiuta a decidere meglio perché ci rende più flessibili nel ragionare e più disposti a mettere in discussione i nostri presupposti abituali; e infine ci rende più coraggiosi verso le situazioni a rischio moderato.

Felici si nasce?
Alcuni studiosi parlano della felicità come se fosse un tratto del carattere, e molte ricerche condotte sui gemelli cercano di confermare che la “predisposizione alla felicità” non solo esiste, ma è ereditaria all’80%. Allora, felici si nasce? Non proprio. Prima di tutto, la percentuale dell’80% è riferita a una predisposizione stabile piuttosto che agli stati episodici, tipici per esempio della gioia. Averill cita un vecchio detto inglese: “non giudicare felice nessuno, finché non è morto”, e alla domanda altrettanto ingenua: è più felice un estroverso o un introverso? risponde che “poiché gli individui hanno capacità diverse di agire in modi caratteristici, non ha senso chiedersi se gli estroversi sono più felici degli introversi, o grazie a quale meccanismo. Probabilmente non esiste alcuna connessione assoluta tra le caratteristiche di una personalità e la felicità.”

Kennon Sheldon ha condotto una ricerca su un gruppo di studenti americani e coreani. L’intento dello studio era verificare che cosa rendesse le persone più felici. Forse la ricchezza o la popolarità? No: l’autonomia, la competenza, l’avere relazioni e l’autostima si sono piazzati in cima alle classifiche dei bisogni psicologici. Le sensazioni collegate a queste emozioni sono le più importanti per sentirsi felici, e la loro assenza è sufficiente a sentirsi infelici. Con qualche piccola differenza: per gli studenti coreani ‘avere relazioni’ è il primo bisogno, per quelli americani in cima alla lista svetta l’autostima.

Torna indietro

Home page
 

vasca virtuale | email | P.I./C.F. 05134370484 | copyright © 2005-2010 italiamedica.it | pagina aggiornata al 10/04/2007 | note legali