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Curriculum
vitae
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Premessa
"Dopo aver conseguito la specialità in ortopedia e in ortopedia pediatrica, mi sono dedicato alla chirurgia del piede e a tutta l’ortopedia infantile. Sono stato allievo del Prof. Antonio Villadot di Barcellona, uno dei maestri della chirurgia ortopedica europea, dal quale mi sono recato più volte per seguire la sua attività clinica chirurgica e i suoi corsi di preparazione. Successivamente mi sono perfezionato attraverso altri stage in Italia e all’estero (vedi curriculum).
Considero il piede e l’apparato muscoloscheletrico tutto un organo di movimento, quindi cerco il più possibile di applicare il concetto di ortopedia dinamica e funzionale, limitando perciò al massimo l’immobilizzazione post-operatoria e l’uso di mezzi di sintesi chirurgici metallici che riducono l’elasticità e la funzionalità"
dr. Marco Maria Moscati
Il dr. Marco Maria Moscati è nato a Roma l’11.10.1960.
Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Milano il 17.03.1986
Dal 1990 si occupa prevalentemente di chirurgia del piede e di ortopedia infantile
Specializzato in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università di Milano nel 1991
Perfezionato in Ortopedia Infantile presso l’Università di Milano nel 1993
Perfezionato nella chirurgia del piede mediante corsi e frequenza presso le seguenti Università:
Hospital San Raphael dell’Università di Barcellona, Spagna
Centro del Piede del prof. Antonio Viladot
New York Orthopaedic Hospital, Foot and Ankle Division
University of Dublin, Irlanda, Reparto di Ortopedia Infantile e Chirurgia del Piede
Israel University, Dana Children Hospital, Tel Aviv, Divisione di Ortopedia Infantile
Dal 2001 Responsabile a.c. della Chirurgia del Piede dell’Adulto e del Bambino, Neurortopedia e delle Gravi Disabilità Infantili presso l’Ospedale Niguarda Cà Granda di Milano, Divisione di Ortopedia e Traumatologia.P.IVA
0 8708990158
Iscritto all’Albo dei Medici Chirurghi di Milano in data 28.10.86, no. 26669 |
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Chirurgia
del piede, Ortopedia Pediatrica e Neuroortopedia
- la patologia muscolo scheletrica del bambino trattata
secondo le più aggiornate linee guida internazionali
- chirurgia del piede senza immobilizzazione dell'adulto
e del bambino con materiale riassorbibile
- la chirurgia ortopedica nelle malattie neurologiche
con deficit motorio |
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Chirurgia
del piede nell'adulto
(interventi in anestesia locoregionale)
Alluce
valgo. La
correzione dell’alluce valgo evita, se
fatta precocemente, una evoluzione da alluce
valgo semplice ad alluce valgo complesso.
L’intervento da me praticato consta in una
osteotomia (incisione dell’osso) a livello
della testa del primo metatarso, che
riallinea il metatarso e il primo dito, in
particolare la mia tecnica prevede
l’utilizzo per la sintesi, cioè per la
stabilizzazione dei due segmenti interrotti,
di una vite riassorbibile. Questa vite viene
riassorbita dall’organismo in un periodo
di alcuni mesi, variabile in funzione del
soggetto. L’utilizzo di questa vita
rappresenta un vantaggio poiché la vite
metallica altrimenti utilizzata potrebbe nel
tempo dare intolleranza o sporgere
dorsalmente provocando fastidio.
L’intervento chirurgico di alluce valgo
semplice ha una durata di circa 30’, la
deambulazione è immediata in particolare
con una scarpa adatta (detta “talus”)
che sposta il peso sul calcagno. Questa
scarpa e un bendaggio contenitivo vengono
tenuti per circa 18 giorni. Il dolore post
operatorio è minimo, in quanto al termine
dell’intervento viene praticata una
infiltrazione a livello dell’incisione con
un anestetico locale a lunga durata, circa
20 ore. Successivamente, il poco dolore
residuo è controllato dai comuni
analgesici. L’ospedalizzazione è di circa
24 ore.
Cedimento
metatarsale e lussazione metatarso-falangea.
Il
riallineamento metatarsale consiste,
attraverso una piccola incisione,
nell’accorciare il secondo e il terzo
metatarso, più raramente il quarto,
attraverso l’osteotomia di Weil
sintetizzata con una microvite affondata
nell’osso stesso. Si ripristina così
l’allineamento metatarsale corretto e il
carico ottimale. È consigliabile
intervenire sull’alluce valgo quando è
ancora semplice per evitare il peggioramento
della condizione e di dover associare
all’alluce valgo anche il riallineamento
metatarsale.
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Artrite
reumatoide del piede e malattie reumatiche
del piede. Le
tecniche chirurgiche variano a seconda della
gravità e della fase della malattia.
Normalmente si tende a correggere la
deformità come nell’alluce valgo e nelle
metatarsalgie cercando però di eliminare la
cartilagine articolare in maniera da
prevenire un ulteriore peggioramento.
Alluce
rigido. Consiste
in una diminuzione del movimento del primo
dito a seguito di trauma o per problemi di
origine congenita che porta a un forte
dolore durante la fase del passo. Sono stati
descritti numerosi interventi a secondo
della gravità, che vanno da una semplice
pulizia dell’osso fino a delle complesse
osteotomie (sezione dell’osso) correttive. |
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Dita
a martello. L’intervento
avviene eseguendo una piccola incisione di
un centimetro sul dorso del dito,
regolarizzando la falange; personalmente non
impiego alcuna sintesi metallica e permetto
una deambulazione immediata. L’intervento
non necessita ospedalizzazione e viene
eseguito ambulatoriamente.
Neurinoma
di Morton. L’intervento
chirurgico consiste in una piccola incisione
di circa 1.5 cm sulla pianta del piede al
passaggio tra le dita e la pianta del piede.
Si asporta il neurinoma e vengono
solitamente dati tre o quattro punti di
sutura. È permessa una deambulazione
immediata ed è un intervento eseguibile in
day hospital.
Tendinopatia
del tendine di Achille. L’intervento
da me praticato consta nell’inserire,
attraverso un’incisione di circa 5 cm a
livello del tendine di Achille, piccoli
innesti muscolari presi dal muscolo gemello.
È stato dimostrato infatti che il tessuto
muscolare inserito nel contesto del tendine
lo rigenera e a lungo andare provoca un
rinnovo delle fibre tendinee stesse, ridando
elasticità. L’intervento non prevede
immobilizzazione ma l’uso di un tutore per
un periodo di circa 20 giorni. Questo
intervento dura circa 40 minuti e prevede
una notte di ospedizalizzazione, è
compatibile successivamente con qualsiasi
attività sportiva, anche traumatica.
Lesioni
dei legamenti della caviglia. Negli
esiti di malattie neurologiche (ictus) sono
possibili interventi chirurgici di
trasposizione tendinea e osteotomia, atti a
ripristinare il più possibile la
funzionalità dell’arto inferiore, del
piede e a prevenire ulteriori gravi deformità.
Le tecniche chirurgiche consistono in
interventi su tessuti molli: trasposizioni
tendinee, tenotomia, allungamenti tendinei;
e sull’osso e le articolazioni. Data la
complessità dell’argomento è
indispensabile valutare ogni singolo caso in
funzione delle esigenze del paziente e del
grado di coinvolgimento neurologico.
Spina
calcaneale e fascite plantare. La
tecnica da me eseguita si chiama fasciotomia
secondo Steindler e viene eseguita per
via percutanea: attraverso un’incisione
puntiforme a livello del calcagno si
interrompe la fascia plantare.Viene
applicato un punto di sutura. L’intervento
è eseguito in day hospital, dura pochi
minuti, la deambulazione è immediata ma con
cautela in quanto inizialmente il dolore da
appoggio può essere accentuato.
Piede
piatto doloroso dell’adulto. L’intervento
da me eseguito è il riallineamento
dell’arco interno secondo Mïller
modificato con una trasposiizione del
tendine tibiale anteriore sul posteriore.
Questo intervento, attraverso un’azione
combinata sull’osso e sui tendini solleva
la volta plantare ceduta riducendo la
sintomatologia dolorosa e ripristinando il
corretto appoggio. L’intervento prevede
una ospedalizzazione di 2 giorni, e la
deambulazione immediata con un tutore
dedicato. |
Neuroortopedia
Neuroortopedia
dell’adulto
Negli esiti di malattie neurologiche (ictus) sono
possibili interventi chirurgici di trasposizione
tendinea e osteotomia, atti a ripristinare il più
possibile la funzionalità dell’arto inferiore, del
piede e a prevenire ulteriori gravi deformità.
Neuroortopedia
del bambino e paralisi cerebrale del bambino
Nella paralisi cerebrale infantile e in altre malattie
neurologiche pediatriche vi è un alto coinvolgimento
dell’arto inferiore. Attraverso varie tecniche
chirurgiche è possibile ripristinare l’appoggio
plantigrado, e quando possibile, la funzionalità
dell’arto inferiore e in particolar modo del piede
anche per prevenire deformità
successive. Le tecniche chirurgiche
consistono in interventi su tessuti molli: trasposizioni
tendinee, tenotomia, allungamenti tendinei; e
sull’osso e le articolazioni. Data la complessità
dell’argomento è indispensabile valutare ogni singolo
caso in funzione delle esigenze del bambino e della sua
famiglia, e del grado di coinvolgimento neurologico. |
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Ortopedia
infantile
Piede
torto del neonato. Il trattamento attualmente più utilizzato, quando viene iniziato alla
nascita, consiste nel metodo Ponseti (Ponseti Method) da
me utilizzato. In questa metodologia si confezionano
numerosi gessi correttivi progressivi, associati ad un
intervento chirurgico di tenotomia del tendine di
Achille eseguibile anche in anestesia locale o in
sedazione. A questa fase precoce di gessi e di
intervento chirurgico da eseguire entro i primi mesi di
vita, segue una stabilizzazione con una particolare
ortesi da portare di notte fino al primo anno di età.
Questo tipo di trattamento è molto poco invasivo e
consente degli ottimi risultati. Se il piede torto viene
riconosciuto tardivamente, invece, sono necessarie delle
correzioni chirurgiche più complesse.
Piede
piatto del bambino. L’intervento più comunemente
usato è il calcaneo-stop, che consiste
nell’applicazione di una vite fra calcagno e
astragalo. Il tipo di vite usata può essere metallica o
riassorbibile; entrambe le tecniche presentano vantaggi
e svantaggi: la vite metallica è più tollerata,
permette una deambulazione quasi immediata, permette una
correzione più stabile nel tempo ma va successivamente
rimossa al termine della crescita; viceversa, la vite
riassorbibile non necessita di rimozione, è leggermente
meno tollerata e necessita di una temporanea
immobilizzazione postoperatoria. Entrambi gli interventi
durano pochi minuti e vengono eseguiti in anestesia
locoregionale.
Ginocchio
varo-ginocchio valgo.
Le
patologie angolari vengono chiamate ginocchio varo
e ginocchio valgo: nel ginocchio varo le gambe
hanno l’aspetto di due parentesi e le ginocchia non si
toccano, viceversa nel ginocchio valgo, detto
comunemente “ginocchio a x”, le ginocchia si toccano
e i piedi sono lontani l’uno dall’altro. Nei primi
anni di vita vi è un passaggio graduale dal ginocchio
varo al ginocchio valgo; l’ortopedico deve quindi
escludere condizioni patologiche come tibia vara
infantile, rachitismo, e così via, e valutare che
l’attuale allineamento degli arti inferiori del
bambino sia fisiologico per l’età. Il bambino nasce
con il ginocchio varo, si allinea circa all’età di 20
mesi e in seguito sviluppa un ginocchio valgo che è
molto più evidente tra i due-tre anni. Solamente in
casi rari e patologici occorre individuare la malattia
di base, e intervenire con presidi ortopedici o
eventuale correzione chirurgica.
Il
rapporto tra odontoiatria o ortopedia: per saperne di
più
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Riallineamento
metatarsale (tecnica personale del dr. M.Moscati) |
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È possibile eseguire il riallineamento metatarsale senza più l’utilizzo di viti metalliche mediante una resezione cilindrica del metatarso stabilizzata da un pin riassorbibile. Tale tecnica permette di non toccare più l’articolazione metatarso-falangea, di non avere viti metalliche nel contesto articolare, ed evita inoltre il fastidioso decorso postoperatorio con il filo metallico (filo di
K) che fuoriesce dalla cute.
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