|

|
|
Curriculum
vitae
|
|
Nato a Lucca il 7.12.1953 consegue il 14.11.1978 presso l'Università di Pisa la laurea in Medicina e Chirurgia con punti 110/110.
Il 7.11.1981 presso l'Università di Parma consegue la Specializzazione in Chirurgia Plastica con punti 70/70. Il 13.3.1982 risulta vincitore della prima edizione del premio annuale per i giovani Soci della Società Italiana di Chirurgia Plastica.
Si reca quindi in Brasile dove per cinque mesi frequenta e partecipa direttamente alla attività chirurgica della Clinica di Chirurgia Plastica della Università di San Paolo e della Università Cattolica di Rio de Janeiro diretta dal Prof. Ivo
Pitanguy. La sua attività scientifica è sempre stata intensa ed ha effettuato corsi e soggiorni di studio in Europa e Sud America.
E' autore di 56 pubblicazioni scientifiche riguardanti prevalentemente la chirurgia ricostruttiva ed estetica del viso e la chirurgia estetica corporale con apporti tecnici personali. E' stato per tre anni responsabile della divisione di Chirurgia Plastica di Lucca.
E' Socio Ordinario della Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica
SICPRE, Socio Aderente della European Academy of Facial Surgery e della Italian Society of Hair
Restoration. E' titolare di uno studio di Chirurgia Plastica ed Estetica situato a Montecatini Terme.
|
|
|
|
|

|
CHIRURGIA
ESTETICA-TRICOLOGICA
Nella
nostra attività di chirurgia estetica la domanda di
interventi per curare il diradamento di capelli sia
nell'uomo che nella donna è in forte crescita. L'indice
di soddisfazione per i risultati raggiunti è molto
alta, ancora maggiora di quanto si ottiene migliorando
difetti estetici del viso e del corpo con i consueti
interventi di chirurgia estetica. |

|
Calvizie
androgenetica o seborroica
Uomo
Nella razza bianca interessa infatti circa il 60% degli uomini sotto i 30 anni ed il 70 % dopo questa età. L'arretramento della linea di attaccatura dei capelli a livello frontale inizia durante l'adolescenza subito dopo la pubertà: gli ormoni maschili mentre da una parte fanno comparire la barba ed i peli del torace provocano l'inizio della caduta. E' ereditaria e dovuta alla sensibilità costituzionale dei follicoli piliferi all'azione degli ormoni maschili, il testosterone. Spesso è accompagnata da una eccessiva produzione di sebo, seborrea, e da una desquamazione epidermica nota come forfora.
Il testosterone "attacca" il capello perché riduce la sua fase di crescita e stimola la produzione di sebo che strozza i bulbi piliferi provocandone l'involuzione. Nella maggior parte dei soggetti la perdita segue una evoluzione lenta anche se progressiva e può essere considerata come naturale e
fisiologica acquisizione dell'aspetto fisico "maturo". Il ridursi della fase di crescita del capello con l'età è del tutto normale. Molti uomini già a 20 anni presentano però un innaturale eccessivo diradamento. Questo segue una progressione prevedibile secondo un modello familiare e può arrivare a vari livelli di gravità per poi stabilizzarsi come indicato dalla classificazione di
Norwood.
Le zone di capelli più radi tendono a confluire con l'età ma anche nelle forme estreme di calvizie è quasi sempre risparmiata una corona di capelli posteriore e laterale, alla nuca e alle tempie, che configura la "calvizie
ippocratica".
|
|
Donna
Anche nella donna esiste un diradamento fisiologico dovuto all'età. Talvolta essa soffre però come l'uomo di alopecia androgenetica di natura costituzionale su base ereditaria. La perdita è lenta ed è accompagnata da una abbondante seborrea con capelli untuosi e forfora. Differisce dalla calvizie maschile per l'aspetto più diffuso ed omogeneo del diradamento e l'assenza di zone completamente calve. Possono essere interessate anche le regioni posteriori della testa, la nuca, che nell'uomo quasi mai sono coinvolte, mentre è risparmiata una banda anteriore sulla fronte di 2-3 cm. Una perdita patologica può comparire in occasione di eventi che rompono il suo equilibrio metabolico: dieta sbagliata, allattamento, menopausa, stress, terapie particolari. Grazie ai progressi della chirurgia plastica ed in particolare ai microinnesti è possibile curare molti casi anche avanzati di calvizie femminile. |
Terapia
chirurgica della calvizie
Autotrapianto
Tutta la procedura è eseguita in anestesia locale del tutto
indolore, dura circa 3 ore e non richiede alcun ricovero. Il paziente, in possesso degli esami preliminari, viene monitorizzato ed è sempre presente un medico anestesista. Si esegue dapprima l'infiltrazione dei nervi
sopraorbitali, poi l'anestesia della zona ricevente e della zona donatrice.
Si esegue dapprima il prelievo di una striscia di cuoio capelluto nella regione posteriore occipitale della testa, la nuca.
Una striscia lunga 24 cm e larga 1,5 cm permette di
ottenere circa 3.000/3.500 bulbi: ogni cm quadrato di
cuoio capelluto contiene infatti circa 100 bulbi. Al
prelievo segue una sutura con filo riassorbibile (che
non occorre quindi togliere). Rimane una cicatrice
lineare inapparente perchè nascosta dai capelli
circostanti a patto che questi siano lunghi almeno 2 cm.
Questo segno è veramente minimo e neppure il proprio
barbiere sarà in grado di percepire l'avvenuto
intervento. Si sceglie la regione occipitale perché
questa zona del cuoio capelluto ha una origine
embrionale diversa e le sue unità pilifere sono
insensibili agli effetti degli ormoni maschili. |

|
| I
bulbi prelevati mantengono questa resistenza anche
dopo il loro trasferimento nella zona calva ed i
capelli innestati continuano così a crescere forti e
vitali per tutta la vita. Eseguito il prelievo si
ritagliano i singoli innesti. La metodica richiede
molta delicatezza ed esperienza. Non è indicato l'uso
del microscopio: oltre che inutile può rallentare
molto la procedura di sezionamento dei singoli
innesti. Una seduta di trapianto prevede mediamente
l'impiego di circa 400 innesti mono-bibulbari e
700/800 mini-innesti: in totale circa 3000/3500 bulbi.
Gli innesti sono collocati attraverso micro-incisioni
profonde 4-5 mm: si mettono in pratica dei semi in
piccoli solchi distanti tra loro 2-3 mm. La linea più
anteriore, quella quindi più importante dal punto di
vista estetico, richiede l'inserimento di singoli
bulbi dentro minuscoli forellini larghi 1 mm ottenuti
con uno speciale ago, aghi di Nokor. Si creano così
2-3 linee dietro le quali sono poi collocate varie
file di micro-innesti "slit", cioè innesti
contenenti 2 bulbi, introdotti attraverso fessure di
2-3 mm ottenute con lame microchirurgiche. Dietro
ancora sono collocati innesti leggermente più grandi
mini-innesti, contenenti 3-4 bulbi anch'essi
introdotti attraverso microincisioni. Finito il
trapianto la persona lascia il centro chirurgico senza alcuna fasciatura
e dopo due giorni può già lavare i capelli : i segni
dell'avvenuto intervento sono già minimi e si può
quindi riprendere subito ogni attività sociale e
lavorativa. I risultati iniziano ad essere evidenti
dopo alcune settimane, sono del tutto naturali e
definitivi. L'indice di soddisfazione per il
miglioramento estetico è altissimo sia per gli uomini
che per le donne. |
|