dall’esterno si noterà
che la gengiva si ritira. Se i denti perduti
sono numerosi, allora questo ritiro della gengiva sarà
così evidente che talvolta perfino il proprio profilo
si modificherà. Il sostegno al labbro diminuisce,
conferendo un aspetto più senile al volto.
La sostituzione dei
denti mancanti con impianti arresta questo fenomeno.
Infatti, non solo sostituisce la parte di dente
visibile, la corona, ma anche la parte contenuta
nell’osso, la radice.
Inoltre l’impianto scarica le forze masticatorie
all’interno dell’ alveolo dentario. Questo porta
anche ad una assoluta somiglianza tra la capacità di
riconoscere il cibo dei denti naturali e dei denti su
impianto. Contrariamente alle dentiere o ad altri
apparecchi mobili, i denti sostenuti da impianti
permettono infatti non solo una masticazione ottimale
ma anche la capacità di distinguere la consistenza
del cibo e di avvertire per esempio un granellino di
sabbia rimasto in un sugo di mare.
Il contatto della dentiera sulla gengiva porta spesso
a un continuo modellamento dell’osso e quindi alla
necessità di continue modifiche e adattamenti della
dentiera (i cosiddetti ribasamenti). Inoltre, la
stabilità della dentiera potrà peggiorare col
passare degli anni. Fino ad esserci la necessità di
usare paste adesive che ne migliorino la tenuta.
La mancata stabilità della dentiera può portare
a tensioni muscolari del volto e dei muscoli
masticatori, dolori da contatto incongruo sulle
gengive, i cosiddetti decubiti, fastidiosi rumori di
contatto tra i denti mentre si parla. In genere la
prima cosa che si nota è che chi soffre di questi
imbarazzi tende a sorridere a bocca chiusa o
a coprirsela con la mano. Ma anche la capacità
masticatoria è ben diversa rispetto a una protesi
fissa su impianti o denti naturali. Non solo l’
efficienza masticatoria è mediamente diversa. Ma
soprattutto è particolarmente difficile masticare
cibi duri o dare morsi a frutta o grossi panini. E
poi la presenza di un palato di resina nella
dentiera riduce inevitabilmente la capacità di
avvertire il gusto del cibo.
In genere i pazienti portatori di protesi fissa su
impianti avvertono una ritrovata stima in se stessi ed
un nuovo piacere nella vita di tutti i giorni.
L’unico aspetto ancora non completamente risolto è
il costo della terapia, mediamente più costosa della
realizzazione di una dentiera.
Bisogna però pensare che tutti gli studi
sull’argomento dimostrano una efficacia e un
successo del trattamento per periodi lunghissimi.
Si hanno infatti stabilità della protesi fissata ad
impianti superiori al 90 % dei casi eseguiti a dieci
e a venti anni dal trattamento. Ma non
dimentichiamoci che una terapia medico chirurgica
necessita di una valutazione del caso individuale
per il singolo paziente da parte dell’odontoiatra
ed del chirurgo orale. Indispensabile è una
anamnesi molto accurata con una valutazione dello
stato di salute e uno studio attento e preciso
dell’anatomia della bocca e della funzione
masticatoria.
Possiamo però dire che la perdita dei denti
naturali non è più la fine del piacere di mordere,
di assaporare, di comunicare con sicurezza.