La
paralisi cerebrale
del dott. Marco
Maria Moscati
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“Paralisi
cerebrale” è un termine generico usato per
descrivere un insieme di disturbi che
compaiono durante i primi anni di vita e che
condizionano la capacità del bambino di coordinare
i movimenti del corpo. Questi
disturbi sono provocati da un danno cerebrale
irreversibile ma non progressivo che avviene
durante lo sviluppo fetale, il parto o primi
mesi di vita. La paralisi cerebrale ha diversi
stadi di gravità che vanno da lieve a grave,
e i segni fisici comprendono la debolezza e la
flaccidità dei muscoli o al contrario la
spasticità e la rigidità. |
In
alcuni casi possono prodursi anche disturbi neurologici
quali ad esempio il ritardo mentale. La paralisi
cerebrale non è curabile, ma trovare la terapia
giusta può fare davvero una grande differenza. Oggi
i bambini con questa malattia hanno a disposizione molti
trattamenti diversi e innovativi.
Ci
sono tre tipi fondamentali di paralisi cerebrale:
la paralisi cerebrale spastica, presente nella
maggior parte dei bambini con paralisi cerebrale. In
questa forma la malattia provoca l’irrigidimento dei
muscoli, che rende difficile i movimenti; può
riguardare entrambe le gambe (displegia spastica) o un
solo lato del corpo (emiplegia spastica). Nei casi più
gravi sono coinvolti tutti gli arti e il tronco (quadriplegia
spastica); la paralisi cerebrale atetosica o
discinetica è una forma che riguarda 1 bambino su 5
con paralisi cerebrale e coinvolge tutto il corpo
provocando spesso movimenti lenti e incontrollati; la paralisi
cerebrale atassica, è la forma meno comune dei tre
tipi principali di paralisi cerebrale, interessa
l’equilibrio e la coordinazione. Alcuni bambini
presentano segni e sintomi di più di un tipo di
paralisi cerebrale, si parla allora di “forma mista”.
Segni
e sintomi
In
linea di massima, i bambini con la paralisi cerebrale
presentano un’ampia gamma di segni e sintomi che vanno
da lievi a gravi. Come detto, poiché la malattia non è
progressiva, i sintomi non peggiorano con
l’età, e possono comprendere: assenza di
coordinamento muscolare durante l’esecuzione di un
movimento volontario (atassia), rigidità muscolare e
riflessi esagerati (spasticità), passo asimmetrico, con
trascinamento di un piede o di una gamba, variazioni nel
tono muscolare da troppo rigido a troppo flaccido,
difficoltà a inghiottire o parlare, tremori, difficoltà
nel compiere movimenti precisi quali abbottonare una
camicia o scrivere. Alcuni bambini con paralisi
cerebrale hanno un grave ritardo mentale, mentre altri
sono invece molto brillanti; alcuni hanno bisogno della
sedia a rotelle e di essere continuamente assistiti, al
contrario altri richiedono pochissima o nessuna
assistenza.
Le cause
Tra le possibili cause della paralisi cerebrale
congenita troviamo un’infezione materna durante la
gravidanza, per esempio la rosolia o altre infezioni
virali, un grave ittero del neonato eventualmente
provocato da un’infezione, problemi immunologici
dovuti a incompatibilità ABO o Rh tra madre e feto,
sviluppo cerebrale anormale prima del parto per ragioni
genetiche o metaboliche e infine un disturbo
circolatorio precedente la nascita causato da uno spasmo
arterioso o da un coagulo, simile all’ictus
nell’adulto.
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