Manteniamo
sempre le nostre energie
della d.ssa Silvia
Antares Rivelli
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Tutti gli eventi
stressanti della vita, cioè quegli eventi
che l’individuo codifica come negativi, possono
generare ansia, tristezza, malessere
fisico e psichico. Questi eventi sono
principalmente di lutto, di perdita, di
separazione e di cambiamento. In generale i
sentimenti che un evento stressante evoca
nell’individuo, sono proporzionati alla
gravità dell’evento e in genere dopo
qualche tempo tendono a ridursi, ma alcuni di
essi possono causare una depressione più
intensa e persistente. In questo caso il
quadro depressivo ha una durata e/o una
gravità sproporzionata rispetto all’evento
al punto da compromettere la capacità di
lavorare, studiare, di avere rapporti sociali
e familiari adeguati. |
Se ciò si
verifica, ci si trova di fronte ad un episodio
depressivo che deve essere curato. Spesso la conclusione
di un periodo di vacanza, vissuto come un’evasione
dalle problematiche della quotidianità, può essere
esperito come un trauma, soprattutto se si verifica in
concomitanza di un cambiamento stagionale. Molti esseri
umani riferiscono di essere particolarmente sensibili al
cambiamento di stagione o, più semplicemente, al tempo
meteorologico.
Quando la
temperatura si abbassa e le giornate si accorciano,
alcune persone tendono a diventare più tristi,
apatiche, a modificare i propri ritmi circadiani,
dormendo di più, mangiando con maggiore appetito e
riducendo le loro iniziative ed attività. Questo quadro
ha delle analogie con i ritmi stagionali di alcuni
animali (letargo invernale) ed alcuni studiosi
hanno avanzato l’ipotesi che si tratti di un residuo
evolutivo di alcuni ritmi biologici che avevano un
preciso significato in una fase precedente
dell’evoluzione della nostra specie.
Alcune
persone presentano con una certa ricorrenza dei veri e
propri quadri clinici di tipo depressivo soltanto
nelle stagioni autunnali ed invernali. In questo caso si
parla di S.A.D. (Seasonal Affective Disorder).
E’ stato
ipotizzato che fluttuazioni ritmiche nei disturbi
affettivi possano essere causate da bioritmi endogeni
che influenzano i sistemi regolatori dell’umore o da
una combinazione di fattori endogeni e fattori
ambientali. Fra i sintomi più frequenti del S.A.D si
possono annoverare: alterazioni dell’umore, modificazioni
dei pattern del sonno (spesso ipersonnia), modificazioni
dell’appetito (in particolare tendenza ad assumere
più carboidrati) e del peso corporeo, diminuzione della
libido, ritiro sociale, diminuzione dell’energia e
della produttività, astenia, apatia. Sarebbe opportuno
riconoscere tempestivamente tali quadri clinici al fine
di provvedere ad un adeguato trattamento che
modernamente si avvale dell’ausilio della terapia
farmacologica (antidepressivi e stabilizzatori del tono
dell’umore) e dell’esposizione alla luce (light
therapy) o di un trattamento combinato di farmacoterapia
e psicoterapia.
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