La
malocclusione e le sue conseguenze sul resto
dell'organismo: il rapporto tra dentista e ortopedico
del dott. Cesare
Paoleschi
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Le
superfici lavoranti dei denti dell’arcata
superiore e inferiore, entrano in contatto tra
loro durante la masticazione, e il loro
massimo combaciamento si realizza all’inizio
della deglutizione; deve essere in equilibrio
con la musculatura e deve garantire una
corretta posizione dell’articolazione
temporo-mandibolare. Se l’occlusione
non è corretta e richiede un accomodamento
muscolare e articolare al fine di ottenere un
combaciamento completo e stabile, si entra
nella patologia.
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Se
l’occlusione non è corretta e richiede un
accomodamento muscolare e articolare al fine di ottenere
un combaciamento completo e stabile, si entra nella
patologia. Questo accomodamento muscolare interessa non
solo i muscoli masticatori ma di conseguenza anche
quelli della regione cervicale e del cingolo
scapolo-omerale, condizionando l’atteggiamento
sistemico posturale fino all’appoggio plantare.
Una
malocclusione può dipendere da malposizioni dentali,
delle basi ossee che si sostengono, oppure può essere
conseguenza di abitudini viziate. Per fare solo un
esempio prendiamo il caso di un soggetto con un
contrazione trasversale del mascellare superiore (palato
stretto); questo problema può determinare una
latero-deviazione della mandibola quindi testa reclinata
da un lato, una spalla più alta dell’altra, dismetria
delle ali iliache, delle ginocchia, dei malleoli e
dell’appoggio posturale.
Molte
conseguenze di queste disarmonie si rendono manifeste
spesso solo nell’età adulta con la comparsa di dolori
all’articolazione temporo-mandibolare, ronzii alle
orecchie, dolori cervicali, cefalee, mal di schiena.
Oggi
abbiamo a nostra disposizione molti presidi terapeutici
per intervenire e correggere difetti che non
consentono uno sviluppo armonico ed equilibrato, e li
chiamiamo apparecchi “funzionali”, perché,
intervenendo sulla “disfunzione”, ripristiniamo
l’integrità dell’organo. Queste patologie sono
tipicamente all’inizio di una certa gravità e peggiorano
con il passare del tempo, quindi è fondamentale
controllare i bambini durante la loro crescita già a
partire dai 4-5 anni di età per poter individuare per
ciascun caso il momento migliore per intervenire.
Talvolta
dovremo agire sull’occlusione mediante l’ortodonzia
o con una terapia occlusale con l’ausilio di
dispositivi temporanei da tenere in bocca (bite).
Altre volte, collaborando con l’osteopata o
l‘ortopedico per migliorare la postura o l’appoggio
plantare. Infatti, difficilmente un piano di cura che
agisca su una parte del sistema posturale, occlusione
dei denti o corretto appoggio plantare, potrà avere
successo senza tener conto di tutti i fattori
coinvolti.
Ortopedia infantile:
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