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Gardasil: il nuovo vaccino che aiuta a prevenire il tumore del collo dell'utero
del dott. Massimo Mariani

Dopo il tumore del seno, il tumore del collo dell’utero è la seconda causa di morte fra le giovani donne tra i 15 ed i 44 anni, e stime per l’Italia indicano un totale di 3.500 casi di cancro della cervice uterina diagnosticati ogni anno (10 casi al giorno), e più di 1.700 decessi con un’incidenza omogenea tra le varie regioni. La causa non è una predisposizione genetica individuale ma un virus chiamato Papillomavirus umano (HPV).

Le infezioni anogenitali prodotte da questo virus sono la malattia sessualmente trasmessa più comune tra le adolescenti e le giovani donne, e si stima che nell’arco della vita prima o poi fino al 70.5% della popolazione si infetterà.

Esistono più di 100 tipi di HPV ma i quattro tipi più comuni sono il 6,11, 16 e 18. Molti studi hanno indicato che circa il 70% dei carcinomi del collo dell’utero è causata da un’infezione da HPV 16 e 18, mentre circa il 90% dei condilomi genitali è dovuto all’HPV 6 o 11.

Da inizio del 2007 è presente sul mercato italiano “Gardasil”, un vaccino quadrivalente che contribuisce a prevenire ma non curare le seguenti malattie provocate dai HPV( 6,11,16 e 18 9 e presenti nel vaccino:

  • cancro della cervice uterina- lesioni cervicali anomale e precancerose

  • lesioni vaginali anomale e precancerose/li>

  • lesioni vulvari anomale e precancerose

  • condilomi genitali

mentre non protegge da malattie provocate da tipi di HPV non presenti nel vaccino.

Tuttavia, anche se si ha già contratto l’HPV il vaccino può essere di beneficio perché la maggior parte degli individui non è contagiata contemporaneamente da tutti i quattro tipi di HPV contenuti nel vaccino.

Gardasil può essere somministrato in bambini e adolescenti tra i 9 ed i 15 anni e in donne di età compresa tra i 16 e 26 anni perché queste ultime risultano maggiormente esposte al virus. Infatti, il Ministero della Salute ha approvato la vaccinazione raccomandata e gratuita per tutte le ragazze di 12 anni, mentre per le ragazze oltre i 13 anni il vaccino non risulta a carico del SSN anche se raccomandato.Il vaccino viene somministrato mediante iniezione in tre dosi secondo le seguenti modalità: prima dose in data liberamente scelta, seconda dose dopo 2 mesi, e la terza dose 6 mesi dopo la prima somministrazione.
Anche se generalmente ben tollerato, come per tutti i vaccini, anche Gardasil potrebbe presentare alcuni effetti collaterali tipici dei vaccini, e pertanto non ne deve fare uso di questo vaccino chi sia allergico a uno o più componenti che vi sono contenuti. 

Concludendo, è bene ricordare che questo vaccino contribuisce alla protezione da quattro tipi di HPV che provocano oltre il 70% dei casi di cancro della cervice uterina e circa il 90% di verruche genitali, ma che non protegge da malattie provocate da tipi di HPV non presenti in questo vaccino.

La vaccinazione non è sostitutiva ad un periodico screening (PAP-Test) per il cancro del collo dell’utero, e pertanto
chi ha assunto il vaccino deve continuare a sottoporsi regolarmente agli screening per il cancro cervicale.

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