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Una corretta alimentazione per un corretto invecchiamento
della d.ssa Annalisa Olivotti e del dott. Alessandro Lombardi

Una dieta corretta con un esercizio fisico regolare, sono il giusto passaporto per una sana forma fisica in qualsiasi età. Ci sono fasi nella vita in cui sia nell’ uomo che nella donna si hanno dei cambiamenti ormonali, all’inizio nell’infanzia, durante il periodo della pubertà passando poi all’adolescenza, gravidanza e menopausa nella donna, e andropausa per l’uomo. Le variazioni ormonali comportano un cambiamento nel metabolismo e a questo deve seguire una particolare attenzione alla corretta nutrizione per mantenersi in buona salute e con una forma fisica eccellente.  

Nella cosiddetta terza età l’alimentazione dovrà essere quantitativamente ridotta soprattutto in quei casi in cui l’attività lavorativa e in generale l’esercizio fisico vengono diminuiti, ma qualitativamente migliorata ponendo particolare attenzione alla corretta assunzione di sali minerali, vitamine e un giusto equilibrio fra glicidi e proteine, elementi basilari per mantenere attivo il ciclo cellulare ed evitare cosi il danneggiamento delle cellule e l’aumento dei radicali liberi.

In questa fase della vita si dovrà prediligere una nutrizione leggera, basata principalmente su alimenti freschi (frutta e verdura di stagione), carni e pesce cucinati in modo semplice, senza grassi aggiuntivi, e con un apporto limitato di latte, uova e farinacei. Si dovranno evitare alimenti ricchi di conservanti, di grassi animali e di zuccheri complessi (zucchero raffinato).

E’ importante che i pasti siano assunti in un clima rilassato, e l’apporto nutritivo sia distribuito in quattro/cinque pasti giornalieri, iniziando con una colazione ricca di fibre e proseguendo poi con due pasti principali e uno/due spuntini che devono essere variati e seguire l’andamento stagionale dei prodotti preferibilmente del territorio di residenza, anche a garanzia della loro genuinità e dell’assenza di additivi e sostanze chimiche.

E’ importante curare inoltre il corretto apporto di liquidi (acqua, thè, tisane, succhi di frutta, latte) per evitare la disidratazione e mantenere in piena efficacia l’apparato renale. L’apporto di acqua deve essere non inferiore a circa 1,5/2,0 litri, da assumersi preferibilmente lontano dai pasti. Per quanto riguarda gli alcolici è ormai dimostrato che un bicchiere di vino rosso a pasto ha un’azione benefica, mentre sono da evitare superalcolici e bevande gassate. L’alimentazione dovrà essere il più possibile varia e completa e regolata secondo l’attività fisica svolta e non dovranno esservi esclusioni se non in caso di particolari patologie.

In presenza di alcune patologie l’alimentazione deve essere variata secondo consiglio medico e questo è essenziale per la cura di tali malattie. Quindi è importante nel caso di ipertensione che sia ridotto l’apporto di sale, nel caso di diabete si dovranno eliminare gli zuccheri semplici e limitare quelli complessi come (pane e pasta) da preferire integrali e, nel caso di aumento dei “grassi” nel sangue (ipercolesterolemia, trigliceridemia) dovrà diminuire l’apporto di grassi animali e carboidrati, e qualora si abbiano fenomeni di allergie o intolleranze alimentari si dovranno escludere gli alimenti verso cui l’individuo è sensibilizzato.   

In questa fase della vita, seguire la corretta alimentazione e scegliere con cura i prodotti che si portano in tavola conoscendone l’origine, la storia e le proprietà nutritive, anche leggendo con attenzione l’etichette, è un momento importante di crescita culturale ma anche un “ volersi bene”.

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